Commenti

  1. …potevamo iniziarla con “… rimembri ancora…”… ma temo sia già stato usato.

    L’infinito essere delle cose, che rimangono uguali nel tempo, ma cambiano solo nella tua memoria, o meglio, cerchi di fissarle nella memoria così com’erano in quel momento, magari nella tua testa, e non come magari realmente erano.

    il passato è un fardello che ogni persona si porta appresso, inutile negarlo.

    e… si aggiunga.
    MILANO FA SCHIFO. almeno la Milano degli ultimi anni…

    bis bald.


    LordB
    10 gennaio, 2012
  2. No Bì, non c’entra lei.

    Comunque Milano può essere una merda, se ti disinteressi di moda, di musica e di costume.

    Per i motivi di cui sopra – e molti altri ancora -, rimane ancora la città più avanti.
    Almeno, nella penisola.


    Nicola
    12 gennaio, 2012
  3. Un tempo avevi rapporti occasionali.


    G.IB.
    12 gennaio, 2012
  4. esatto.
    l’unica cosa che mi manca del centro di Milano?
    il panorama.

    cangiante
    in movimento
    vestiti? quali vestiti? Ah, gli straccetti che ha addosso ogni panorama che passa? si, quelli.
    più piacevole da marzo a fine settembre. poi più coperto, anche se non nuvoloso.

    bene, le min***ate del venerdì sera possono bastare.
    Mi ritiro nelle MIE stanze.

    p.s. si, la città sarà anche avanti… ma è invivibile…


    LordB
    13 gennaio, 2012
  5. Sai cosa mi manca di Milano?

    Il Café Dalì, il Plastik, Il Rolling Stone, L’Aquatica, il Gasoline, il Rainbow, lo Zoe, il Bad Taste, il Bar Zucca in Galleria col barista che prepara dieci aperitivi al rabarbaro (stolti!) perfettamente identici per scommessa con un cliente, l’Accademia di Brera con gli sfattoni sotto le colonne a fumare l’impossibile, le studentesse francesi, americane, giapponesi, neozelandesi e sa il cielo di quale parte del mondo che entrano di fretta con appresso rotoli di carta più grandi di loro passando sotto Napoleone, le guglie del Duomo che non stancano mai, Mariposa nella metro con i CD metal quando la musica si doveva ancora andare a cercarla, i navigli, casa di Giulia con suo padre spalmato sul divano a strimpellare una Gibson dopo aver montato il palco di San Siro per sa-il-cielo-quale-concerto, Viale Zara che mi portava alla Torre Bianca, Piazzale Lagosta che è la prima rotonda cui andavi a cozzare arrivando a Milano sparato da quell’arteria di asfalto a troppe corsie e poco traffico la sera, Piazza Cinque Giornate, perché da lì ti porto dove cazzo vuoi.
    E mi mancano quei venerdi pomeriggio in cui andavo a fare pausa pranzo senza i colleghi, per trovarmi con un amico a passeggiare da Piazza Affari e finire sul pavé a cornice dei lastroni di marmo di piazza Duomo guardando il panorama.

    Sono malinconico. Ma poi mi passa.


    Nicola
    13 gennaio, 2012
  6. …hai dimenticato la tappa in farmacia, per comprare il collirio… e quale collirio volete??? per che patologia?

    arrossamento degli occhi a causa del computer, che altro? ahahahahhaahahahahahah… :-)


    LordB
    16 gennaio, 2012
  7. The Desert of the Tartars.


    LordB
    7 febbraio, 2012
  8. E’ romano: il freddo gli ha paralizzato mani e cervello.


    G.IB.
    8 febbraio, 2012
  9. mah… un originario di Mordor dovrebbe essere abituato a queste temperature… magari gli si è solo staccato un pezzo di naso… hihihi…


    LordB
    9 febbraio, 2012

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