Centoquarantanovesimo

Impressioni di settembre

Sto guardando fuori dalla finestra uno dei tanti tramonti rosarancio che offre senza parsimonia questa città quando il sole decide che è ora di fare luce altrove.
Succede che l’estate è alle spalle anche se oggi non sembra, a dire il vero è una giornata dall’anima appiccicaticcia e da alitate di drago, e sono un paio di settimane che tutto è cambiato.

Tramonto a Roma

Una cosa così, insomma.

Se devo essere sincero ad un certo punto ho rasentato la paura: stando a tutto quanto scritto sui giornali o detto nell’equivalente televisivo, siamo prossimi al tracollo assoluto, siamo sull’orlo di un baratro insostenibile, inaffrontabile e se non ci pensa qualche entità superiore ci si deve arrangiare ed improvvisare, magari facendo i bagagli ed andando altrove.

Secondo un economista, di cui ho rimosso il nome stiamo attraversando un periodo di transizione fra un’economia vecchia, ed una nuova.
Così come nella grande depressione del ’29 ci fu un gap formativo fra il lavoro agricolo e quello industriale, oggi quel gap è fra l’industriale ed il terziario, i servizi.
Che i servizi per me siano stati anche i cessi e che spesso le mie grandi depressioni siano state in effetti minimali e circoscritte – ma non per questo piacevoli -, non fa testo, ma forse è una verità, o forse no. Ma non è né di crisi né di politica che voglio parlare.

Dovrei revisionare tutto quanto messo in ordine in testa, perché in un modo o nell’altro ho come la sensazione di essere preso per il culo dalla vita. Sia ben inteso, non ho quel tipo di inclinazioni (visti i commenti nel precedente post è bene precisare), quindi si tratta di qualcosa tutt’altro che piacevole.

Dovrei cominciare a dire ed a pensare cose diverse da quanto fatto fino ad oggi.

Non mi piace studiare.
Non mi piace suonare.
Non mi piace scrivere.

Mi piace altresì l’informatica, in modo incredibile la moda, in modo compulsivo l’amministrazione. Il brainstorming ridosso le problematiche di spinta nel mirabolante mondo dell’abbigliamento elitario.

Ecco, avessi concentrato le mie energie in un’esistenza affine ai desideri di cui sopra sarei stato un musicista, uno studioso, uno scrittore.

Invece ho dovuto mettere da parte alcune ambizioni per far fronte alla sopravvivenza.
Che detta così sembra qualcosa di allarmante: Cristo Nicola, che sarà mai…. Non farne una tragedia!
E una tragedia di certo non ne faccio. Però una cosa l’ho capita: quando il gioco si fa duro, non è proprio più il tempo di giocare. Puoi provare ad essere un duro finché vuoi, al di là di tutto nemmeno John Wayne avrebbe avuto vita facile in questa situazione: sono stato fortunato – per l’ennesima volta -, e per l’ennesima volta, un pochino mi rode il culo.

C’è scritto “Art director” sul mio contratto.
E se devo pensare alla bile gettata sull’argomento in questione quando ero giovane ed aggressivo come una lepre arrapata (in certe circostanze lo è, credetemi), in confronto ai risultati ottenuti, ed oggi in cui so di avere in me la fiamma spia di una stufa per monolocali da venti metri quadrati, mi rode il culo il doppio.
Ma ormai sono in acqua, quindi non mi resta che nuotare.

Ho imparato in due settimane più di quanto non abbia imparato negli ultimi cinque anni, e ne ho ancora e ancora e ancora.

La sorpresa ed il dispiacere sono state le persone, già, ancora una volta le persone. Ad allietarmi. Ad abbattermi per il countdown dei giorni che ci separeranno, si spera, non per sempre. Del resto se entro io qualcuno dovrà pur uscire.
Sono in un fortino nordico all’ultimo piano di un palazzo in uno dei quartieri più caratteristici di Roma: San Giovanni.
Non ci volevo credere, vado a sostituire un coetaneo milanese nato un giorno prima di me. E le affinità si vedono. Anche se lui brilla di più. Per questo credo che quest’esperienza mi sarà utile. Tocca far tornare i neuroni in corsa, ma in corsa sul serio, coi benefici che si vedono già dopo pochi giorni.
Temevo di essermi arrugginito, ma evidentemente non è così: claudicando riesco comunque a destreggiarmi quanto basta per limitare i danni. Conto di cominciare l’inerzia fra un mesetto, dopodiché potrò dedicarmi alla crescita di tutto l’ambaradan e – se devo essere sincero -, il non sapere bene come fare non può essere che un vantaggio. Posso giocare su regole diverse.
Insomma, questo post è per un poi inaspettato e differente, di certo, potente. Vediamo che salta fuori. Intanto penso a come modificare la veste di questo posto. Me ne ero dimenticato: puzza di vecchio.
Non prometto post quotidiani. Non prometto un cazzo: si generano solo casini. Quello che posso dire, però, è che avrò da scrivere di argomenti diversi, inaspettati. Che posso dire: si cambia, ci si adatta. Ora vado a dormire. Domani ho a che fare con orientali anglofoni agguerriti per scarpe, piumini o chissà che altro. Non ci capisco un cazzo, io. Ma mi hanno promesso che imparerò.

A presto!

5 Commenti

  1. LordB

    senza aver letto ancora niente… l’éra anche ura…

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  2. LordB

    …e dopo il “l’éra anche ura…” un bentornato e un semplice augurio per la nuova avventura: have a nice flight!

    B.

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  3. Gianluca

    Il bello della vita è che avvengono sempre cose inaspettate. Per tutto il resto, nonostante la tua modestia/sottostima, hai tutte le qualità per fare bene qualsiasi cosa tu voglia fare.

    Stand and fight
    Live by your heart
    Always one more try
    I’m not afraid to die
    Stand and Fight
    Say what you feel
    Born with a heart of steel

    P.S. per l’aggiornamento dei post non preoccuparti, siamo una platea paziente. Molto paziente. E tutto sommato non ci hai mai promesso un cazzo e sempre disatteso le nostre aspettative. Il che vuol dire che ti vogliamo bene a prescindere 😉

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  4. LordB

    quoting Gianluca…

    se non scrivi te… non stare a preoccuparti, il blog te lo riempiamo noi… anche se di cazzate, ma ci pensiamo noi… 🙂

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  5. fra

    gjsfuid
    scusa, ho avuto uno spasmo nel vedere 2 post di fila!!!!

    bello avere tue notizie, e di questi tempi bello vedere la gente mettersi in gioco!!

    quoto tutto quanto scritto sopra dai miei colleghi!

    best,
    fh

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