Centocinquantaseiesimo

Perché ai gatti neri non piace il pop punk.


La vicina di casa al piano di sopra ha tre gatti: uno siamese, uno europeo classicamente grigio ed uno nero.
Il mio primo incontro con loro è stato durante la prima giornata tiepida dopo l’avanzamento orario primaverile. Sfruttando la luce diurna poco dopo le diciotto, sono entrato in casa, ho afferrato il mio nuovo ukulele, mi sono acceso una sigaretta ed ho iniziato a strimpellare seduto su una sedia sotto il portico.

In quel periodo stavo cercando di farmi passare il mal di dita arpeggiando l’Hallelujah di Leonard Cohen, quando vedo spuntare oltre il parapetto del portico le due testoline, una bianca sfumata e l’altra grigia, dei due gatti inseparabili.
Sono rimasti a fissarmi per un buon venti minuti (l’ho ripetuta tre volte), muovendo il muso di lato da una parte all’altra, come se non capissero che razza di strano essere vivente fosse il loro nuovo vicino e con che strana voce parlasse.

Questa mattina, invece, il cielo era coperto, ma la temperatura era comunque perfetta per prendermi un caffè all’aperto mentre cercavo di non incepparmi suonando Good Riddance dei Green Day, e finalmente si fa vivo anche l’altro gatto: quello nero.
Anche lui mi guarda stranito, poi mi dà le spalle ed inizia a miagolare in modo strano.
Cerco di ignorarlo e vado avanti con l’arpeggio, finché non lo vedo muoversi in modo assurdo: stando appoggiato a terra nella posizione della sfinge prende a muovere le zampe posteriori e la pancia e poi la testa come si vedono disegnati i tubi da giardino in certi cartoni animati quando viene aperto il rubinetto.

A quel punto mollo lo strumento e cerco di andare a vedere cosa sta succedendo, e quello mi vomita dell’erba lì, sotto il portico.

Io: se i Green Day non ti piacciono potevi anche manifestarlo in un altro modo.
Lui mi fissa: …
Io: sì, la musica è opinabile, ma avresti potuto scegliere un modo più diplomatico per manifestare il tuo dissenso.
Lui: …
Io, prendendo lo straccio e pulendo – il gatto non si è spostato di un centimetro, ha solo continuato a guardarmi mentre mi lamentavo -: che poi così è facile. Non ti piace, vomiti, e poi basta. Allora proponimi qualcosa in alternativa.
Lui: …
Io: eh, mio caro… Troppo comodo così. Con quell’aspetto lì i Cure no, non te li suono, è un ukulele, mi impone di stare su un target sonoro medio/allegro. E poi quelli non entusiasmano me.

black cat -gatto nero

Poi mi ha ignorato, restandosene lì ancora un po’ ad ascoltarmi mentre litigavo con lo strumento a corde.

 

3 Commenti

  1. Gianluca

    …hahahaha!!!! Stupendo!

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  2. LordB

    …è sempre un piacere.
    anche quando parli di animali ingrati come i gatti. ahahah.

    bello, tutto nero e a pelo lungo… dovresti suonargli l’adagio di albinoni e vedere che fa…

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  3. emilia ,federica,maurizio e carmen

    noi abbiamo una gattina nera di nome nerina di questa razza.

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