Centosessantaquattresimo

Spett.le, Es., Eg., Gent., Santa
Lucia
Via del Paradiso, 13/12
00000 Cieli (A L D I L A’)

Oggetto: proseguimento Epistolare Nostra con richieste, considerazioni, ordine del giorno, varie & eventuali, eccetera eccetera.

Carissima,
come te la passi? Tutto bene tu, l’asinello ed il seguito? Stai guardando realizzando qui giù che succede? E’ un bel casino. Però, essendo la Nostra Epistolare, appunto, Nostra, rimango col desiderio di raccontarti un po’ come è scivolato via questo 2013 ed i risvolti attuali.

La nuova avventura lavorativa sta proseguendo fra alti e bassi, ma quello che più conta è l’ampio superamento delle previsioni, quindi, se non per i motivi della mia innata capacità di essere perennemente insoddisfatto, da quel punto di vista non ho in realtà nulla in particolare da segnalarti.

Incrocio le dita Lucia: mi si sta aprendo un’opportunità che se determinazione e fortuna decidono di andare d’accordo, porterebbero finalmente farmi afferrare una fetta di quella soddisfazione che rifugge e qualche volta riesce anche a seminarmi, creando finalmente una controtendenza agli eventi della mia vita e facendomi sentire di nuovo un po’ vivo.
Nulla è ancora deciso definitivamente, per ora sto solamente sognando, ma sai, sognare non costa nulla ed è un esercizio di pensiero che a differenza di altri ti coccola. Ed in queste giornate di cattiveria distribuita equamente alle masse, direi che un po’ di dolcezza non guasta affatto.
Dunque ti chiedo questa prima piccola magia: di far andare in porto questa cosa. Io ti prometto che una volta messo in mezzo tornerò a fare lo “stregone” e a tessere nel miglior modo possibile il piccolo incantesimo che mi chiedono.

Perdonami la piega pagana che ha preso nel finale del paragrafo, non c’è alcuna tendenza in quel senso, bensì c’è solo il desiderio di rianimare quell’incanto messo in cantina per fare spazio a realismo, cinismo e tutti quegli “ismi” che mi rendono un po’ meno sopportabile (soprattutto a me stesso).

La seconda cosa che ti chiedo è delicata.
Molto delicata.
A dire il vero so bene che tu non puoi farci nulla, ma ho bisogno di parlartene.
So che mi porterai buoni consigli.
Succede che una persona si convinca di riuscire a restare distaccata riguardo tutte quelle questioni ben lontane dal cervello e piuttosto domiciliate un po’ di centimetri sotto la gola.
“Si convinca” ti ho scritto, sul “riuscirci” è tutta un’altra questione. Sono consapevole di tutte quelle considerazioni sull’accorgersi del proprio attaccamento a qualcosa solo nel momento in cui la si perde, c’è anche una canzone a riguardo che credo di aver pubblicato qualche post addietro, ma giunto a questo punto della mia misera esistenza mi aspettavo quantomeno una reazione più opinata. Sobria. Austera.
Quattordici anni. E’ l’età in cui più o meno mi sono vagamente accorto che esistono individui generalmente più capelloni e con interessi spesso differenti da quelli miei e dei miei amici e che in qualche modo potevano contribuire a smuovere sensazioni più o meno piacevoli dal petto fino allo stomaco financo più in basso.
Quattordici anni sono quelli che mi sono sentito in quei giorni e piuttosto che assecondarmi avrei preferito mettere quell’adolescente bastardo in castigo da qualche parte. Macché, giornate intere con quel senso di ansiogeno desiderio misto a timore di fare qualsiasi cosa, sia mai che trapeli o si insinui un sospetto e dall’altra parte se ne accorgano: sarebbe un disastro.
Il fatto è che mi sono trovato a vacillare un’altra volta, quando l’ultima cosa di cui ho bisogno ora è appunto essere indeciso anche sulla scelta del mio colore preferito. A questa età non considero una reazione del genere giustificabile, ma mi hanno rassicurato: è normale e perfettamente idiota come le altre volte. Se sei particolarmente sfigato può anche essere peggio.
Mi sono improvvisamente accorto di quanto a fondo può arrivare l’essere di un’altra persona anche quando si è convinti di essere al sicuro dall’altra parte delle barricate tirate in piedi.
Ad affascinarmi fottermi, questa volta, sono state una concausa di atteggiamenti verso le cose di tutti i giorni che ho scoperto essere diametralmente opposte alle mie, e condivisibili allo stesso tempo per quanto ne riguarda altre.
La verità è che ci sono finito dentro fino al collo, ma ti giuro, Lucia, non era affatto mia intenzione!

E adesso mi accorgo del suo comportamento. Pacificatore di tormenti una volta sopiti e poi ritornati.
E adesso mi accorgo della  sua influenza sull’umore di un intero microcosmo. Lo so, è una cosa piccola, ma è in questa piccolezza che ci vedo a tratti la magnificenza di un incanto, pensa, per me andato perduto da eoni.
E adesso mi accorgo di quanto sia impossibile, e di quanto sia maledettamente aggrappato ad una speranza flebile come la fiamma dell’ultimo sussulto di un moccolo morente.
E adesso… già e adesso?

Ho provato anche a rivolgermi alla mia personale tavola spiriforme dei diciotto. C’è l’happy hour aftehours e nessuno mi dà retta. Deve esserci un diciannovesimo da qualche parte che non ho mai preso in considerazione ed ora se la ride da solo guardando come può aver ridotto una persona integerrima vagamente integerrima, approssimativamente integerrima, convinta della propria integrità, come me.

Comunque andrà, in fondo non sono affatto dispiaciuto di quest’ennesima situazione emotivamente scoperchiante. Tutti questi giorni di vago piattume cominciavano a darmi noia, e non c’è niente di peggio di me che si annoia.

Ricapitolando le mie richieste rimangono queste due: porta consiglio a chi deve mandare in porto quell’opportunità lavorativa, e porta consiglio a me riguardo quel guazzabuglio amoroso cui, mio malgrado, mi sono trovato coinvolto.

Ogni tanto fatti sentire, un saluto, baci e abbracci e sempre tuo,

Nicola.

P.S. so che ho fatto il post celebrativo per Lou Reed e non l’ho fatto per Madiba, ma è solo perché dovrei aggiungerci talmente tante considerazioni e paragoni vista la sua battaglia per i diritti ed il suo passaggio da “terrorista” del sistema ad eroe occidentale, che stilare la lista delle persone attualmente considerate “terroristi” (e che a mio avviso non lo sono affatto), comportava un lavoro troppo impegnativo. Detto questo, Ciao anche a te, Madiba. Presentati a Lucia, è una brava persona. C’ho messo una buona parola anche io per te, in questa lettera.
Capito Lucì?

1 Commento

  1. LordB

    Un piacere, as usual.

    il colore preferito? penso sarà il verde carciofo, almeno per un po’… fino a quel giorno in cui non affogheranno nella panna… capita e ricapita a tutti, questa crepa nel muro, a volte non la vedi, a volte non puoi non vederla… o vai di stucco, o vai di piccone, e guardi cosa c’è dall’altra parte, basta che non vai a vedere quanto è profonda la tana del bianconiglio… anche questo rischio, è da mettere in conto…

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