Siamo solo di passaggio e mai nessuno che pulisce

Categoria: misantrocult

Settantaseiesimo

Un minuto di silenzio.

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Che se é campato 102 anni lui, qualcosa vorrà pur dire, no?

Sessantottesimo

Altre origini: le fonti di un’idea. Passo IV.

Sessantasettesimo

Altre origini: le fonti di un’idea. Passo III.

Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale è un pleonasmo, ossia anticipare quello che accadrà.

Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la tv.

Io non sono comunista perché non me lo posso permettere.

La castità è il miraggio degli osceni.

Parlare d’amore è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.

I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?

Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire.

Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.

Sessantaseiesimo

Altre origini: le fonti di un’idea. Passo II.

E se guarderai a lungo nell’abisso anche l’abisso vorrà guardare in te.

Non è veramente coraggioso colui che teme di sembrare od essere, quando gli conviene, un vile.

Dichiarare la propria viltà può essere un atto di coraggio.

Sessantaquattresimo

Altre origini: le fonti di un’idea. Passo I.

La conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare le loro perplessità.

Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso.

Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.

Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione.

Sessantatreesimo

Ventottesimo

Di fretta. Il passo è di chi sta per raggiungere un posto ben preciso e lo vuole fare nel minor tempo possibile.
C’è qualcosa di diverso nell’aria. C’è qualcosa di diverso nella gente intenta a riversarsi nella stessa direzione.
Ognuno porta con sé un accessorio fatto di tre colori. Tre colori ricorsivi: verde, bianco e rosso.
Anche chi ha nell’aspetto connotazioni straniere porta almeno una bandierina, una maglia azzurra, un qualcosa che richiami l’evento.

Il crepuscolo abbassa di poco la temperatura, alta per il sole della giornata – le poche gocce cadute poco prima se ne erano già evaporate come se avessero sbagliato fermata dell’autobus – ora per l’afa e la mole di persone raccolte nell’enorme conca oblunga.

Diciassettesimo

Serata cultural-artistica, come ogni volta che Pà ha ‘dda fa ‘na mostra, se ne vedono di belle. D’accordo, anche di donnine, ma la parte che prediligo sono le installazioni di questa squadra che ormai comincio a conoscere e che, di volta in volta, sa sempre come stupirmi.

Premettendo che l’installazione di Pà, questa volta, è frutto del trio “Satana, Lucifero e Belzebù”, in cui la sua mente malata è stata in grado di concepire un lavoro di bell’effetto, come ogni volta.

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