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Napoli, Santa Maria Capo a Vetere, Caserta, Pomezia, Roma, Perugia.
No, non sono parte di un elenco selettivo dei migliori comuni del centrosud, né il percorso di un qualsivoglia pellegrinaggio. Anche se nello svilupparsi c’è andato vicino.
E’ il tour che siamo riusciti a mettere in pratica “padre&figlio” nel giro di tre giorni. Per la serie: “come portare le giornate da ventiquattro a quarantotto ore in mille comodi chilometri”.
Verso la fine cominciavo ad avere degli scompensi mnemonici, più che altro dovuti al sovraccarico di eventi/luoghi/persone/sensazioni.

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Reduce dalla notte lavorativa, cerco di prendermi più ore di sonno possibile, prima dell’aereo che mi porta giù.
Sono con mio padre ed è la prima volta che danno il via-libera a questo duo inedito: ci sarà da ridere.
Almeno questa è la mia prospettiva. Un lunghissimo fine-settimana sotto le mie grinfie malefiche: pover’uomo. Speriamo sopravviva.
Io farò di tutto perché ci riesca, ma farò anche di tutto per metterlo in difficoltà. Ci saranno serate da raccontare, e forse qualcosa in più da sapere.

misantromia

Ingordi incastrati in fagocitosi sentimentali. Avari e bramosi di emozioni. Ossessivi pionieri del sesso. Racimolatori di incertezze ed osservatori di buio.
, ce l’ho con voi.
Perché mi reputo uno di voi, con annessa parentesi di dovuta sfortuna.
Mantengo il distacco dovuto per non trovarmi implicato in vortici emotivi che fatico a governare.
Questo distacco genera in me compiacenza e una discreta dose di brillantezza. Ma non sempre basta.

Comincio a pensare di far parte della generazione degli insoddisfatti, perché soddisfatte troppe voglie, visto troppi luoghi, parlato troppe lingue, fatto – sempre e comunque – quello che andava di fare.

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In questo momento potrei aver perso tutte le mie parole per strada. Quello che mi preoccupa è la data: solo la nascita del secondo giorno dell’anno e sento l’oppressione di me stesso gonfiarsi a tal punto da farmi vomitare. O forse è quello che ho bevuto nei festeggiamenti. Non so.
So per certo che il mio giovane corpo regge ancora bene lo stress alcolico, ma non so quanto la mente ed i miei nervi reggerebbero senza quello.
Mi rendo conto che questi giorni si attraversano con l’occhio vigile verso le buone azioni del prossimo – e di per sé è già una gran rottura di palle – ma tant’è.
Mi chiedo quale sarà il prossimo passo, guardando sospettoso una corda che tengo per le occasioni buone.

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Un pretesto per scrivere. Non abbiatene a male, ma non vi voglio mentire. Almeno, non qui. Non avrebbe senso.
Mi sono preso questo spazio al solo scopo di impormi di scrivere, quotidianamente, salvo causa-forza-maggiore.
Dunque, aspettate ad incollarmi etichette, la scelta del nome di dominio è stata fatta da molto tempo e visto che ultimamente va di moda trovare mille sfaccettature e giustificazioni in tutto (amore, politica, sesso, ragioni & torti), anche la mia misantropia o presunta tale ha le sue sfumature di giudizio.

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