Quarantaduesimo

Sfogliando le vecchie mail, ho trovato diversi appunti sparsi qua e là. Di sicuro li avevo tenuti per integrarli in qualcosa che avrei scritto successivamente, ma mi sembrava ineducato lasciarli lì ad ammuffire.

Sinceramente, non ricordo i contesti in cui sono stati partoriti, né mi sono preso la briga di revisionarli. Mi limito a copiaincollarli così.

Almeno prendono un po’ d’aria.

certe scelte sembra volgano a qualcosa di sbagliato, e magari lo sono davvero – sbagliate.
Ma dietro ad ogni scelta, ad ogni percorso intrapreso c’è sempre “la-persona”, che prescinde dal giusto/sbagliato comune. Talvolta nei nostri errori può nascondersi il nostro essere davvero straordinari.
Oggi straordinario è colui che può permettersi tutto, colui che elargisce sorrisi sfoggiando le proprie..
…possibilità, trascurando tutto quello che ci sta dietro.
Io preferisco quello che “sta dietro”. Preferisco fermarmi e far fermare il mondo davanti ad uno spettacolo tanto comune quanto un tramonto.
respirare gli spruzzi del mare su di un molo, mentre magari tira un vento freddo.
E lì sapere che davvero nessuno può interrompermi, perché sono io ed uno spettacolo tanto grande, che scavalca le ragioni del resto del mondo.
E la cosa che mi irrita è il vedere che il “resto-del-mondo” fa di tutto per toglierci questo.
Ma non ne farò battaglie. La battaglia la tengo dentro di  me, mentre continuerò a guardare le mie albe, i miei tramonti, le mie nevicate, il mare, i laghi e le vette dei monti… mentre potrò fermarmi sul ponte del fiume che passa in città, e tenermi i pensieri con lo stesso ritmo dell’acqua che fluisce.
Ogni tanto si ferma qualcuno accanto a me a guardare. Difficilmente si fermano quanto mi fermo io, forse perché pensano di vedere qualcosa di straordinario.
Quella cosa che ci vedo io, in fondo, me la porto dentro. E se non li hai gli occhi per vederla, giù da quel ponte c’è solo acqua che fluisce.

A volte ho come la sensazione che il mondo intero sia contro di me, ma in fondo in fondo lo so che non e’ vero.
Alcuni dei Paesi piu’ piccoli sono neutrali.
Robert Ormen

Adoro il viagra. E’ ottimo nei viaggi, quando hai tanti bagagli e non sai dove metterli.

Io sto sul culo agli altri, difficilmente il contrario. E’ più facile che elargisca indifferenza che odio. La mia instabilità già basta a mettermi alle strette.

sto bevendo pochino in questo periodo. Solo ieri, ma perchè mi sono riunito alla vecchia compagnia. Ci chiamavano ‘gli irlandesi’. C’era un gran perchè. I baristi andavano a prendere due fusti di birra di riserva quando ci vedevano entrare, mentre si sfegavano le mani alla Montgomery Burns.

che con il culo che ho io, sono capitato in zona giusto mentre lo stanno ristrutturando, e del ponte vedi un cazzo, se non i particolari

purtroppo è una malattia che ho. Mi perdo in un quartiere fatto da tre vie, ma rimango fermo a guardare i particolari delle città. Ed in Italia, ogni dove butti la faccia c’è almeno una cosa da vedere, anche nel paesino piu’ insignificante hanno il loro monumento d’orgoglio.
dai, c’era oppio e assenzio in abbondanza. Forse erano più pesanti le droghe dell’epoca di quelle di adesso. Certo non c’erano le metanfetamine né la coca sintetizzata come dio comanda… però…

Vabbé, l’idillio lo si ritrova, sta a capire esattamente quello che si può perdere, e quanto si voglia riprendere un po’ di quella magia di una volta.
Non é l’idillio ad essersene andato, ce ne dimentichiamo noi, con la facilità con cui dà indifferenza il romano che passa accanto all’anfiteatro flavio.
Ma l’idillio ed il fascino é addosso a noi, e attende solo il momento per essere ripreso e riportato alla luce.

L’odore delle grandi città non é mai lo stesso quando ci vivi di quando ci passi solo una vacanza.

io ormai ho imparato a prepararmi da mangiare anche nelle condizioni più estreme. Necessità: il mio fisico non mi permette di scostarmi troppo dal magiare, ne sopperirei.
hemm… nonostante l’indiscusso apporto di zuccheri direi proprio di no: la sambuca non fa testo. Ma fa la bocca dolce, con tutta una serie di postulati che non sto qui a definire.
E’ comunque invidiabile. I personaggi che potrei avere in testa io vanno sempre a finire nel Pub delle Dimenticanze, ogni tanto escono e me ne ricordo, ma il tempo di una pisciata poi rientrano a bere.

Questi, per me, sono giorni un po’ così.

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