Cinquantaquattresimo

Fioretto.

No, non la buona azione per la quaresima.

Questo fioretto.

fioretto

Sto tutt’ora cercando le parole adatte per esprimere il mio disprezzo.

Verso chi?

fioretto

Piccola premessa

Verso gli studenti de “La Sapienza”. Cazzo che nome gonfio. Mi si riempie la bocca solo a pronunciarlo. E non ho nemmeno appetito: ho appena finito di mangiare.

Ora, non voglio di certo tacciarli a colpa tutti, anzi. La maggioranza si farà i cazzi propri pensando ad esami, libri, serate, scopate: Insomma, tutta la crema della vita accademica.

Parlo di quel manipolo di cazzoni che di sicuro girano d’inverno con l’eschimo e ballano almeno quattro volte l’anno una versione random di “bella ciao” ska.

Parlo di quelli attivi, contro, giusti ed intelligenti.

I moderni Robespierre, i Che Guevara del 2000. Il contenuto cerebrale di un preservativo usato.

No, non sono cattivo. Ho solo spolverato il fioretto di cui sopra. Era tanto che non lo usavo, e stavolta ho il pretesto.

Il pretesto per pretendere intelligenza da chi vive una realtà accademica – volta per lo più a coltivare chi la società dovrà guidarla: ma forse in Italia é il posto sbagliato – e la butta nel solito obsoleto, fottuto posto.

Signori in rosso, volete il Vostro sogno? Tutti un anno a Cuba.

E forse imparerete che qualsiasi tipo di imposizione, sia nera, rossa, fuxia, amaranto o cremisi é esattamente la stessa merda riscaldata.

Noi italiani poi siamo bravi a trovare sempre una lamentela.

Ora mi ricompongo. Ci provo, almeno, anche se mi vien difficile.

A fronte della vostra minaccia a fare picchetti, contestare, lanciare bombe o che cazzo ne so, sarei venuto solo.

Solo ed a gridare il mio personale slogan per voi: “siete come i talebani”.

“Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.” Diceva Voltaire più di 200 anni fa.

Duecento, cazzo.

Usare la stessa energia che avete messo nell’opporvi alla sua presenza per pretendere un confronto con le vostre idee sovversive no?

Cos’é: avevate paura?

Avete perso un’occasione. Mi avete fatto perdere un’occasione.

E avete fatto la figura di teste falliche.

Un plauso a voi, ed al vostro manifesto. Sapete dove potete infilarvelo?

Ok, avevo promesso di ricompormi, ora ci provo sul serio.

Lo stesso Mahmud Ahmadinejad é stato accolto (male) alla Columbia University, é stato criticato, deriso, aggredito verbalmente, ma é stato accolto.

Avete perso l’ennesima occasione per creare reale imbarazzo, per confrontarvi a viso aperto, per affrontare qualcosa di grande. E di farne parlare almeno per una settimana.

Invece.

Invece questa storia sparirà alla svelta, con l’eco di chi vuole portarsela appresso, ma Chiesa e Vaticano sono molto più intelligenti di voi. Lasceranno cadere la cosa.

E lo stesso Razzy ne é uscito elegantemente.

Con un misantropo in sua difesa, stavolta.

Gli avrei fatto da guardia del corpo durante il tragitto e mi sarei messo lì a discutere con lui.

Perché se considero cazzate tante delle idee che si porta appresso, ho anche il coraggio di dirglielo, ed il desiderio di sentire cosa hanno visto i suoi occhi, come la vedono.

Il coraggio di stare fermo ad ascoltare anche quello che a ragion veduta considero sbagliato.

E poi rinfacciarglielo.

Così cosa é successo? Cosa avete vinto?

Il mongolino d’oro?

Se questo é davvero il futuro della nostra nazione: il cielo ce ne scampi.

Continuate a sbandierare le idee degli altri, mentre gli altri strofinano vaselina lì dove meno ve lo aspettate.

Ma dopo questa, credo possano anche farne a meno.

Hasta la sveglia, se qualcuno ve ne voglia, cicci.
Io vado a far serata, é meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.