Siamo solo di passaggio e mai nessuno che pulisce

VentInVersi – (inedito) volere è volere. Il potere è un’altra cosa.

I

Le parole rimbalzano
Sulla fronte degli interlocutori
Senza riuscire più a penetrarne senso alcuno.

Ora ci siamo arrivati,
fieri dei gesti degli avi ignorati
buffi rappresentanti di nessuna vera identità.

A noi resta l’attesa
Di quel minimo dolce anelito
Capace di far vibrare le corde dell’anima.

E nulla più.

II

Eppur tra i rumori delle macchine
Tra gli ingranaggi, e l’olio,
e la produzione, e le ore;
tra la mensa e la pausa caffè
sono sopravvissuti in affanno
i miraggi dei sogni dell’uomo.

III

Sai qual è il peso di una nuvola?
Ed il sapore dell’acqua?
Ed il profumo di un fiore?
Aspetta, non rispondere:
lasciami guardare il cielo,
bere ancora dalle mie mani
ed odorare le infiorescenze selvatiche
ancora una volta.

IV

La ragione spinge
Il desiderio lancia
Il sogno sospende.
Il mio sogno
È desiderare
Senza la ragione:
sospendermi, lanciato,
senza che nessuno mi spinga.

V

Tenetevi, tenetevi stretti.
Fatemi spazio, no,
tenetemi stretto.
No, mi soffoca,
fate spazio,
di nuovo.
Tenetevi, tenetevi stretti:
io sto fuori.

VI

Col demone Sonno
Ora combatto, solo
Per ritagliarmi le mie
Figure danzanti.

VII

Vi ho rivisti: occhi.
Dopo tanti visi privi.
Ti ho rivista, anima
E vestivi nel nome
Allo stesso modo
Di un colore.
E’ stupefacente
Quanto sai essere
Tra chi troppo spesso
Si concilia nell’usuale.

VIII

Dammi un modo per risolvere il mondo
Perché ad ogni risposta ne succede la fuga
Dell’orizzonte;
dammi un modo per risolvere tutto
perché ad ogni risposta ne succede una figa
avanti l’orizzonte.

IX

Sei, nove, sei e altre volte nove.
Rovescio e raddrizzo, dritto e rovescio.
Dei bicchieri, delle sberle, delle carte,
delle pagine, delle monete, della luna,
delle montate e della vita.
Dritto e rovescio io raddrizzo e riverso.
A volte vomito per gli eccessi di euforia,
pur davanti a questo puzzo di bella vita.

X

Ora sale. La sbronza dei meriggi pigri
Prima della notte volta alla produzione;
E quello che vado cercando
Troppo spesso si ridisegna allo stesso modo.
Pigro meriggio, pigra mattina, pigra nottata.
A volte viene davvero da chiedersi
Se gli occhi colmi di ricordi
Siano un fardello tanto piacevole.

XI

Allo stesso modo dei fiori
Sotto un sole troppo caldo,
pur splendente nel suo sorriso
dell’estate essi appassiscono,
così io e chi come me
ha più volte visto diversi soli splendenti,
appassisce per la troppa luminosità.

XII

Ho assaporato fino all’ultima stretta
Il male che trapassa le fibre muscolari
Fino ad irruvidire le parole proferibili.
Col respiro pesante delle notti vissute
Ed il fianco piegato dalla nota distorta;
Così mi perdo tralasciando gli interessi
In idiomi sorpassati dal tempo,
eppur mai persi; l’apatia è inevitabile
quando tutto è sopra tutto,
ed i pesi si disperdono, come se la luna
tanto osannata, non fosse che
l’ultimo tracollo.

XIII

Questa mattina è impietosa
Come a volte la notte.

XIV

C’è molto da fare,
oppure,
lasciarsi andare…

XV

Come può esser considerata normale cosa
La spasmodica ricerca di aria fresca
In uno spazio sempre più stretto
Con costante privazione
Permanente stagnare
Silente canzone
Di chi ora
Non può.
Più.

XVI

La stessa importanza
di una foglia morta
che attraversa la strada:
trasportata dalla vettura
frettolosa oltre gli altri interessi.
Allo stesso modo posso lasciare
Tutti i legamenti nervosi
Per ridere, ogniqualvolta ne abbia bisogno.

XVII

…Come amare il mare
E non parlar d’amore
Dimenticare
L’ardore
Di salmastro
Sapore
Blu di oltre e
Bianco colore
Azzurro e porpora di sole
Nell’imbrunire di stelle e luna
Riflessi d’argento
In un profondo
Giaciglio…

… (Roderi) …

XVIII

Se potessi dipingere i tuoi occhi
Figlio mio,
Farei di tutto per salvarli, non
Come i miei.

Proverei a farti capire il profumo
Di questa terra
Dove se non stai attento
Puoi bruciarti le narici.

Proverei a catalizzare le scosse emotive
Per ciò che di bene
E di male il tempo
Ti dovrà portare;

Come una giovane piantina
Lascerò che impari a sopportare
Il torrido sole di luglio,
i temporali di maggio,
i forti venti.

Non chiedermi di risparmiarti
Ciò che di meno piacevole accadrà,
senza tutto questo,
ti priverei della tua vita.

XIX

Ritornando dalle vacanze…
Non un titolo, la magra realtà
Di chi voleva in fondo saziare
Un poco i propri sensi.
Ma quando la vista assorda
Tutti gli altri,
Non restiamo che obbiettivi
Puntati su qualcosa di più profondo.

XX

Si distende, per agitare gli animi,
eppure già molte parole le furono
ed ora non sono più per nulla.
Danza, danza la tua eccitazione,
su questo velo impolverato
e nella vita dovrai essere intelligente
quanto basta per capire ciò che
più ti fa comodo.

#4(My heart is beating for you)

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  1. paolo

    non lasciar morire questo blog…è stupendo…

  2. io

    … ti amo !!!

  3. altro

    Questo blog è da amare…

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