Sessantacinquesimo

Sono tre settimane che Francesco non mette il naso fuori dall’appartamento: sta preparando un esame importante.

A dire il vero era per la settimana scorsa, ma causa alto numero di iscritti all’appello s’é ritrovato con una settimana di tensione in più ed una faccia da Jack Nicholson in Shining.

Ieri sera siamo usciti insieme, e la serata ha portato un paio di osservazioni.

1 Ogni singola considerazione é vincolata dal punto di vista del soggetto.

Sulla porta d’ingresso del palazzo, un foglio di carta:

Santa Pasqua 2008, Don XXXXXXXX passerà a benedire le vostre case il giorno 3 marzo dalle ore 17.

N: Che facciamo Frà, la facciamo benedire la casa?
F: E’, con quello che é successo nell’ultimo anno direi proprio di sì.
N: Cioé?
F: M’hanno rotto il finestrino della macchina, sono saliti a rubarci dentro…
N: Motivo in più per non farla benedire: Dio é caritatevole. Dovesse accadere di nuovo, vorrei che il prossimo perda la presa proprio mentre sta mettendosi a cavacioni sul balcone. Ed il prossimo che si avvicina ad un finestrino gli cada il ramo di un albero sulla testa. Ma non lo uccida. Ce lo faccia trovare solo tramortito sul cofano col rigolo di sangue che gli esce dalla bocca.

2 Talvolta l’elemento che ci allontana da una decisione é sopravvalutato. Spesso si perdono occasioni per indecisioni ingiustificate.

La responsabilità, a volte, é come una patata bollente, nessuno vuole prenderla.

A volte, la patata bollente fa prendere responsabilità.

Francesco voleva vedere un locale rock qui a Roma. Ci sono stato venerdi scorso: serata Glam, dato il periodo Motley Crue una manna per me.

N: Frà, qual é il budget della serata?
F: Boh, fai tu.
N: Chiedo e vediamo. Quant’é l’ingresso?
C: Sono cinque €uro.
N: Frà, che facciamo?
F: Boh, che facciamo… vogliamo entrare? – intanto cerca di guardare oltre la porta tipo saloon con gente che va e viene.
N: Eh, decidi dai. Non voglio la responsabilità della serata. E’ industrial/goth, non propriamente una manna per il periodo.
F: Eh, Nick, che facciamo, non so. Se vuoi entrare entriamo…
N: Te l’ho detto… – attimo di silenzio in cui ci guardiamo in faccia.

Si apre la porta in stile saloon ed esce una ragazza in gonna da cheerleader, gilet di jeans e reggiseno a fascia, labbra rosso fuoco e occhi felini.

F: Entriamo! N: Entriamo!

Cassiera ride e ci dà i biglietti.

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