Categoria: misantromondo

Buongiorno Pianeta Terra! Sono le 13.59 di un soleggiato mercoledì nove novembre 2016 qui a Roma e la notizia del giorno è l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

SIGLA

Dopo una roboante maratona elettorale spettacolarizzata alla maniera grossolanamente diretta made in USA (leggasi ‘Murica), ancora una volta il risultato finale è stato l’opposto di quello che si pensava.

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Pronti… via! Qualcosa comincia ad andare storto alla stampa delle carte d’imbarco: risultava solamente nel volo fino a Barcellona nel display dell’operatrice al banco della compagnia aerea, ma visto i…

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Ci sono un sacco di cose che diamo per scontato.
Diamo per scontata la possibilità di dormire sotto un tetto e su una superficie morbida ogni notte.
Diamo per scontato il pasto quotidiano.
Diamo per scontato il perfetto funzionamento del nostro corpo trovando mille modi per lamentarci di cose dell’entità di moscerini in confronto alle cose di cui realmente ci si dovrebbe preoccupare.

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(Perché la coerenza – con se stessi -, viene prima di tutto!)   Tre persone in questa foto sono molto più di quello che potete pensare. La quarta è proprio…

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Ormai è appurato: a noi occorre prendersi meno sul serio. Me lo ripetevano amici che vivono dall’altra parte del mondo, amici che vivono fuori dallo stivale, e ultimamente c’è pure stato un articolo su Meryl Streep che ci spingeva a prenderci meno sul serio.

Io meno sul serio mi prenderei molto volentieri, ma ci sono situazioni in cui scherzare viene veramente difficile.

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Il caldo del deserto. La devozione a Dio di certe persone materializzata in qualcosa di invisibile ma tangibile. Il fiato di Allah sul collo a ricordarti l’ora della preghiera. Il muezzin a squarciare il silenzio con la sua litania al calar del sole che brucia tutto. Il sole come l’orifizio di un’immensa creatura fatta d’inferno. Le cose inanimate dai colori sbiaditi, impietoso risultato di quel bagliore incessante. Un fabbro invisibile con un martello di luce. Le cose animate dai colori sgargianti, sfacciato risultato della materia organica. Scherzo ingegnoso di chi sa giocare con la luce riflessa.

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La prima volta 2013

Ogni anno c’è la ricorrenza del primo incontro stagionale con il blu in movimento. E stavolta è capitato ridosso al mio natale. Ridosso ad un weekend che mi ha visto prendere l’indispensabile e cacciarlo a forza dentro lo zaino, per catapultarmi in un ambiente finalmente familiare, distensivo: il personale abbandono ai ritmi caotici di una settimana normalmente feroce.

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Ho avuto la fortuna di accedere alla rete già nei primissimi anni della sua diffusione massiva. Eravamo a cavallo fra il ’96 ed il ’97, il modem ventotto e otto era più veloce del quattordici e quattro che era più veloce del novemilasei, se non ricordo male, la velocità con cui comunicavano i fax.

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Devo tornare indietro di qualche anno. Far scolare tutta l’acqua passata sotto ai ponti attraverso il mio setaccio mentale, scassinare i compartimenti stagni in cui ho depositato i ricordi, prendere tutti quelli che lo riguardano e rileggerli. Daccapo.

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Lo so, la formattazione del testo nei post singoli non è corretta.

So anche che è pesante, che era meglio prima eccetera eccetera.

Il fatto è che dovevo modificare quell’interfaccia, ma fra il lavoro nuovo ed il trasloco e la festa d’addio alla casa, insomma, il tempo è quello che è.

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