Siamo solo di passaggio e mai nessuno che pulisce

Categoria: misantrocazzate Pagina 1 di 4

Centosessantacinquesimo

Se il buongiorno si vede dal mattino.
Se chi ben comincia è a metà dell’opera.
Se Tutto sta nel cominciare.
Se Barba bagnata è mezzo rasa.
Insomma, se tutte quelle cose lì sopra, mi aspetta un anno vagamente allarmante.

Centosessantaduesimo

Il caldo del deserto. La devozione a Dio di certe persone materializzata in qualcosa di invisibile ma tangibile. Il fiato di Allah sul collo a ricordarti l’ora della preghiera. Il muezzin a squarciare il silenzio con la sua litania al calar del sole che brucia tutto. Il sole come l’orifizio di un’immensa creatura fatta d’inferno. Le cose inanimate dai colori sbiaditi, impietoso risultato di quel bagliore incessante. Un fabbro invisibile con un martello di luce. Le cose animate dai colori sgargianti, sfacciato risultato della materia organica. Scherzo ingegnoso di chi sa giocare con la luce riflessa.

Centocinquantanovesimo

Okay, ho ceduto all’uccellino azzurro. Forse anche per colpa di “Over the rainbow”.

Mi hanno dato una mano a muovere i primi passi: sono arrugginito con certe cose e devo sgrassarmi di dosso alcune timidezze tecnologiche che non mi sono mai appartenute, ma che, a quanto pare, mi si sono incrostate addosso.

I miei primi followers – che pensavo semmai dovessero essere persone a cui dovevo dei soldi -, sono gli Endless Coma. Un buon preambolo.

Aspetto i Neverendig Catatonic per chiudere il cerchio: abbiamo fatto trenta, facciam trentuno.

Centocinquantaseiesimo

Perché ai gatti neri non piace il pop punk.


La vicina di casa al piano di sopra ha tre gatti: uno siamese, uno europeo classicamente grigio ed uno nero.
Il mio primo incontro con loro è stato durante la prima giornata tiepida dopo l’avanzamento orario primaverile. Sfruttando la luce diurna poco dopo le diciotto, sono entrato in casa, ho afferrato il mio nuovo ukulele, mi sono acceso una sigaretta ed ho iniziato a strimpellare seduto su una sedia sotto il portico.

Centocinquantacinquesimo

Ci sono, Fra, ci sono. E’ l’argomento da scrivere a mancare. Non che non abbia nulla da dire, qualche cazzata ce l’ho sempre, ma in questi giorni non mi viene in mente nulla di particolare di cui parlare.

Centocinquantatreesimo

Cara Santa Lucia,
mia musa giocoliera del destino, lanciatrice dei miei dadi fatali, inguaribile burlona, donna volante non vedente e senza pensione di invalidità: quest’anno la mia lettera è di congedo dalla tua notte di fatiche.
Anzi, se devo dirtela tutta vorrei la raccogliessi quando hai proprio finito di fare tutto il giro, te la portassi a casa e te la leggessi in tutta calma subito dopo aver parcheggiato l’asinello nel tuo box privato, ti sia messa in tuta e babbucce imbottite e magari ti sia versata il bicchiere di rhum dopo gli straordinari di questi giorni.

Centocinquantaduesimo

Lo so, la formattazione del testo nei post singoli non è corretta.

So anche che è pesante, che era meglio prima eccetera eccetera.

Il fatto è che dovevo modificare quell’interfaccia, ma fra il lavoro nuovo ed il trasloco e la festa d’addio alla casa, insomma, il tempo è quello che è.

Centocinquantunesimo

Antefatto

La stagione 2011/2012 del Qube è stata caratterizzata da un valore aggiunto: alle serate rock del giovedì, quelle deliranti del venerdì, quelle di nuovo rock con birra “aggratiss” il sabato, si era aggiunta la serata del lunedì.

A Mordor le serate del lunedì, soprattutto per coloro che avevano passato la domenica chiusi in casa attaccati alla presa della corrente per ricaricare le batterie a terra dal weekend, erano un problema non di poco conto. Manciate di individui disperati alla ricerca del posto aperto e spesso si finiva in un bar predisposto ai tornei di scopa piuttosto che alla musica ed altro.
Questo problema Roma non lo percepisce, ma le serate del lunedì, nella discoteca sotto casa, cominciavano ad andare davvero forte.

Centoquarantaseiesimo

Ho avuto diversi giorni liberi subito dopo l’inizio poco cortese di questo venti-dodici tanto caro agli occultisti ed i consumatori di previsioni millenarie preconfezionate nella rivista gossippara della settimana.

Per quanto mi riguarda, è un anno bisestile, quindi rimanda all’ultimo bisestile disastroso ed a quello prima (stiamo tornando di quattro in quattro, se non ti tornano i conti), addirittura capace di servire l’acme pochi giorni dopo l’inizio dell’anno successivo, dando l’illusione di averla scampata. I bisestili, ultimamente, sono stati poco cortesi. Stronzi.

SpoT

E’ da ieri notte che rido.

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