Siamo solo di passaggio e mai nessuno che pulisce

Centocinquantunesimo

Antefatto

La stagione 2011/2012 del Qube è stata caratterizzata da un valore aggiunto: alle serate rock del giovedì, quelle deliranti del venerdì, quelle di nuovo rock con birra “aggratiss” il sabato, si era aggiunta la serata del lunedì.

A Mordor le serate del lunedì, soprattutto per coloro che avevano passato la domenica chiusi in casa attaccati alla presa della corrente per ricaricare le batterie a terra dal weekend, erano un problema non di poco conto. Manciate di individui disperati alla ricerca del posto aperto e spesso si finiva in un bar predisposto ai tornei di scopa piuttosto che alla musica ed altro.
Questo problema Roma non lo percepisce, ma le serate del lunedì, nella discoteca sotto casa, cominciavano ad andare davvero forte.
Any given Monday è il nome della serata e lunedì dopo lunedì continuavo a vedere l’affluenza sempre più in crescita, al punto di aver desiderato più volte di entrare, ma senza mai trovare qualcuno disposto a venire con me. I coinquilini, per impegni di lavoro, se ne restavano intanati in casa ed a nulla sono servite le mie proposte né i loro propositi a volte del “Nic, lunedì però ci andiamo”.

Capitò così che un lunedì a cavallo fra maggio e giugno il buon Jack mi dice “Nic, perché non vieni all’Any given Monday? Dai, andiamo io e Ste, viene anche una sua collega…”
Prendiamo la palla al balzo.

La serata, in effetti, è molto divertente, la frequentazione è variegata abbastanza da non darti il sospetto di essere finito nel locale sbagliato ( ce n’è per tutti) ed insomma, dopo tanti giorni senza uscire, prendiamocela pure questa sbronza fra un ballo ed una stronzata.

Un paio d’ore dopo sono decisamente brillo, con la mia birra media in mano intento ad ascoltare la conversazione del gruppo, quando una ragazza si fa avanti e mi dice qualcosa del tipo: “ciao! Posso farti una foto? Stiamo cercando comparse per il nuovo film di Sorrentino, se ci lasci nome e numero di telefono ti richiamiamo. A settembre…”
Nel mio cervello paglierino e schiumato di bianco ho pensato “perché no?”

Inutile precisare che circa due giorni dopo avevo rimosso l’evento e continuato per la mia strada giorno per giorno senza badarci più di tanto.

Prefatto

Settembre poi, chettelodicoaffare, preoccupato com’ero di trovare un altro posto di lavoro, quello era di certo l’ultimo dei miei pensieri.

Càpito ad un colloquio in cui cercano un programmatore per l’e-commerce di un negozio d’abbigliamento d’alta moda, scopri che la figura più urgente è l’Art-Director, accetto la scommessa con il titolare, torno sui binari lavorativi, tutto si sta sistemando, ho ancora sette giorni d’affiancamento con il precedente Art-Director poi comincio il lavoro da solo, sto imparando, tutto si sta sistemando

Squilla il telefono, rispondo.

Buonasera Nicola, sei stato selezionato da Sorrentino per fare la comparsa in una scena del suo nuovo film. Lei ci può confermare la sua disponibilità per il due, tre e quattro ottobre dalle sedici alle quattro di mattina?

Due sillabe fra le migliaia possibili in tutto il patrimonio linguistico mondiale sono state raccolte nell’aere in quel momento: caz-zo!
Seguite a ruota da una domanda: e ora?

D’accordo, ma ho un problema: io potrei esserci solo dopo le 18.30, è un problema?

Ce la fa ad arrivare già vestito?

Come?

Uno smoking, o un abito ,sì… insomma… elegante…

Okay, vedo cosa posso fare.
Bip. Chiamata chiusa.

Lo dico al capo. Lavoro qui da quindici minuti, la scommessa è forte, ma mi han detto che pagano bene, ma chissenefotte di quanto pagano, vai a vedere con i tuoi occhi cosa succede al di là dello schermo cinematografico, in mezzo a quei making of di grandi produzioni eccetera eccetera.

La conclusione: okay, mando i miei dati alla produzione, poi se mi confermano definitivamente vado a parlare con il capo.

La conferma è arrivata sedici ore prima di presentarsi. Il primo giorno da solo va in pappa un programma in ufficio, passo la giornata a correre e mettere pezze, sopravvivo, è il giorno prima, domani ci sarà un boato di roba da fare. Non c’è più tempo.

SMS

Buongiorno. In merito alla scena del 2-3-4 ottobre film P. Sorrentino per la quale avete dato la vs disponibilit, chiedo la cortesia di inviare i dati anagrafici […]

Eccetera eccetera.

Per un istante si è insinuata la pazza idea di non dire niente a nessuno, andare regolarmente al lavoro e la sera e per tutta la notte andare a registrare: sono tre giorni, che sarà mai…

Ecco, quell’idea lì non se ne è più andata: La tavola spiriforme dei diciotto

1, 3, 5, 8, 9, 13, 15, 16, 18: la facciamo?
2, 4, 6, 7, 10, 11, 12, 14, 17: La facciamo.

Fatto

Giorno 1.
Ore 9:30 in ufficio.
Energia fisica 100%
Energia mentale 100%

Gestione ordini in entrata, acquisizione nuove competenze , riesco a smistare e far partire tutto quello che deve partire, la giornata è andata. Mi cambio nel bagno dell’ufficio con un abito blu gessato prestatomi da Millo e schizzo in metro alla volta del set.

Ore 18:30 costumi.
Energia fisica 75%
Energia mentale 60%

Ad accogliermi c’è ancora una ragazza che mi guarda e sorride: Ciao Nicola.
Io faccio la stessa espressione di un cane quando sente un suono nuovo al che lei capisce: Non ti ricordi? Ti ho selezionato io

Io non lo so. Riesco a dimenticare un volto ed un nome dopo dieci secondi dalla presentazione di rito, e questa dopo mesi si ricorda ancora: che c’hai nel cervello, un’anagrafica?

Ora vai là a firmare i fogli e poi là che vedono se vai bene o se cambiarti il vestito.

Come entro “ai costumi”, e così verrà sempre chiamato quel luogo ridosso ad un centro per l’igiene mentale (no, non sto scherzando), mi accoglie Lia, una signora dal viso simpatico che come mi vede mi dice: “ togliti quel vestito, so io come vestirti…”

Nel frattempo sento un’altra costumista imprecare in diverse lingue perché fatica a trovare un abito che vada a bene ad un ragazzo alto due metri con la barba lunga. Una copia di De Gregori da giovane.
La signora Lia (quella sera) torna con un abito grigio, una camicia bianca un papillon strano ed un cappello nero. “Ecco, mettiti questi”. Finito di vestirmi noto lo sguardo compiaciuto della costumista: sei perfetto, raggiungi gli altri qua fuori.

Mentre rifaccio le scale per uscire, con più calma rispetto a prima sapendo di essere comunque in orario, comincio a guardarmi attorno: un viavai di persone in abiti da sera e fra di loro altri in t-shirt o felpe, con auricolari alle orecchie che continuano ad andare ed a venire muovendosi e parlando in continuazione, fra di loro, nel microfono attaccato al filo degli auricolari, al cellulare: lo staff.

Arrivo in un prato zeppo di panchine con dei riflettori puntato in diverse direzioni per fare luce, capisco che quello è il luogo di raccolta per tutte le comparse mentre da qualche altra parte stanno finendo di sistemare il set, ma il vero spettacolo sono le persone raccolte in quel posto ed i rispettivi costumi, quantomeno bizzarri.

Vedo –era veramente impossibile non notarlo -, il ragazzo alto con la barba che mi si avvicina e mi chiede se so dove gli altri hanno preso l’acqua, gli indico la cassa a terra poco più in là e mi presento.
Lui è Federico, trenta giorni alla laurea in medicina, anche lui “scritturato” come me, in un locale. Conosciamo Fabio, un biondo trovato in un campo nudisti durante l’estate. Anche lui aveva il barbone tipo cast-away, ma sul set mi ricorda di più un personaggio di Dallas.

La percezione dopo poco tempo sul set e confermata nei due giorni successivi è stata l’importanza data a tutti quanti, dal regista all’ultimo galoppino senza episodi di vippismo salvo casi strani. Non entro nel merito ora perché mi è stato consigliato di non parlare di nulla, almeno fino all’uscita del film. Non per questo non ho appunti pronti per un prossimo post.

Ho visto Sorrentino nell’equivalente di tanti altri ragazzi alle prese con istallazioni artistiche proporre e mai imporre, discutere con tutte le persone presenti sul set. Ho visto truccatori e costumisti girare fra un ciack e l’altro tra la folla e sistemare il trucco o un colletto a chi aveva qualcosa fuori posto.

Ho visto le quattro e mezza del mattino. Ed era il primo giorno.
Federico mi accompagna vicino a casa – era di strada – e così nasce un’amicizia quanto meno pericolosa. Per gli altri, intendo. Mancano pochi minuti alle sei, ho dimenticato il cellulare in ufficio, scarico una sveglia per windows 7, la punto e sprofondo nel materasso.

Giorno 2
Ore 8:15 sveglia.
Energia fisica 60%
Energia mentale 30%

Colazione a base di caffè e cornetto alla marmellata nel bar accanto all’ufficio.
Gestione ordini in entrata, pranzo con il precedente Art-director passato a prendere la liquidazione, la ragazza che sta facendo le foto per la collezione autunno-inverno 2012/2013, la precedente grafica, l’attuale grafica che aveva già constatato i miei occhi “a forma di cuscino”, la fotografa, il programmatore. Le chiacchiere mi tengono sveglio, il pranzo un po’ meno. Prendo una redbull, mi fa cagare ma la cocaina è ancora illegale. Arrancando arrivo alle diciotto.

Ore 18:30 costumi.
Energia fisica 40%
Energia mentale 50%

Secondo giorno sul set, alcuni gruppetti si sono già formati, Federico mi aspetta compiaciuto della mia resistenza (gli avevo spiegato cosa mi aspettava), anche lui non era un fiore come il giorno prima (la mattina aveva colloquio con la professoressa che sta seguendo la tesi). Ci rimandano sul set.

Fra una pausa e l’altra mi si avvicina una ragazza simile alla principessa Leila che comincia a raccontarmi delle sue esperienze teatrali, del fatto che insegna recitazione, che è laureata al Dams che, sì, insomma quel lavoro le piace, che è molto preparata e sì, insomma, te come ti hanno preso?
“Mi hanno trovato sbronzo in un locale”.
Non ho capito il perché, ma non mi ha più rivolto la parola.

Mi hanno detto che si chiama Serena.
No, non sto delirando e non è la principessa Leila di prima. Era una dell’entourage organizzativo. Lineamenti delicati e decisi allo stesso tempo. Occhi accesi e sempre attenti, auricolare nell’orecchio attenzione a tutto.
Da qui è nata una disquisizione sul suo orientamento sessuale. Perché le cose devono sempre essere così maledettamente difficili?
Ad oggi non ho certezze, se non il fatto che le-Principesse-Sissi non fanno per me, ho passato gli altri due giorni – fra una domanda al cameraman e l’altro – ad osservarla nel suo lavoro da lontano, sospirando di tanto in tanto.

Le riprese sono state fatte con delle cineprese Arriflex da 35mm. Non so altro e non ho voglia di approfondire per ora. Sono ancora troppo su di giri.

Riprese finite oltre le quattro, a casa ridosso alle sei del mattino. Ripunta la sveglia e buttati nel materasso un’altra volta.

Giorno 3
Ore 8:15 sveglia.
Energia fisica 40%
Energia mentale n.p.

Sveglia ad apertura di startac con respirazione all’equivalente di un apneista appena riemerso dopo aver superato il proprio record personale, doccia barcollante vestizione dubbia e raggiungimento San Giovanni.
Colazione a base di caffè e cornetto alla marmellata.
E una bottiglietta d’acqua.
E una redbull.

Pacco in rientro da Hong Kong e cliente toscano con serie difficoltà a divincolarsi nei meandri di internet. Comincio a vedere le cose sotto un’altra prospettiva. Che non è la mia, ma quella di qualcun altro che non so chi sia!

Vivi & sopravvivi, vivi & sopravvivi, vivi & sopravvivi, il mattino ha l’oro in bocca, il mattino ha l’oro in bocca, il mattino ha l’oro in bocca, all work and no play makes jack a dull boy, all work and no play makes jack a dull boy, all work and no play makes jack a dull boy, all work and no play makes jack a dull boy….

Ore 18:30
Ore 18:30 costumi.
Energia fisica 15%
Energia mentale 50%

Le riprese più faticose. Non posso dire il perché. Ma sono state faticose. A livello fisico. A livello mentale. Sotto ogni punto di vista.
Alla fine delle riprese annotano me e Federico per un’altra cosa. Ho paura ci richiamino più in là. Torniamo a casa, il giorno dopo è venerdì, l’ultimo sacrificio, ed invece scopro che dopo tre giorni il mio corpo si è abituato, sono nel pieno delle mie facoltà, tre giorni a ritmi di schiavitù, Federico, Fabio, Marco, Margherita, Jessica, Alice, Roberta, Riccardo, Gianluca, la bionda col cappuccio che fa il meraviglioso cappottino che aveva su e di cui ho il biglietto da visita con tutti i contatti ma NON il nome (e mi spiegherai il perché, ladyStardust), Martina, Youssu (te e il numero che ci hai fatto fare per tre birre!) e altri di cui ho omesso il nome nella mente ma ho segnato nel cellulare, insomma dopo il venerdi mi sono anche permesso un aperitivo con Marco e Monia prima di scendere al bar sotto casa e resistere fino a mezzanotte per ridare un ritmo umano a questo corpo martoriato.

Ma ora voglio l’abito di Superman. Intero. Dopo quello che ho fatto me lo merito.

Tutto quanto scritto sopra è frutto di fantasia?
Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Ero in dubbio su due canzoni. Alla fine le metto tutte e due. La prima perché era quello che ho pensato di tutta ‘sta faccenda. La seconda perché me la ripetevo dal secondo giorno in poi, per restare in piedi.

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  1. LordB

    …ma che te lo dico aff-fare… è sempre un piacere, ma stavolta in un certo senso… di più.

    ah, quelli che… a lavorare si comincia a quarant’anni…

  2. fra

    ma poi quando sarai ricco e famoso e posterai su twitter le foto delle tue sbronze e tutte le ragazzette sbaveranno per te, ti ricorderai di noi che ti abbiamo su(o)pportato fin dagli inizi?????

  3. Gianluca

    Hai messo un filtro sui commenti? :-/

  4. Gianluca

    Tu mezze misure mai eh? 😉

    Il film in lavorazione suppongo sia “la grande bellezza” che uscirà il 13 aprile 2013 distribuito da Medusa.
    Nel cast sembra ci siano Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Isabella Ferrari, Giorgio Pasotti, Luca Marinelli e Carlo Buccirosso e si parla di una partecipazione di Angelina Jolie (non confermata). Le riprese sono iniziate il 9 agosto 2012. Sono state riprese alcune scene da una mongolfiera e una parte del film è ambientato sull’isola del giglio.

  5. Gianluca

    Questo è tutto quello che sono riuscito a trovare in rete… per dire. No, non mi hai incuriosito. Neanche un po’.

    So che non potrai dirlo fino al 13 aprile ma spero solo che nel caso tu non abbia messo le corna a Brad Pitt 😛

  6. LordB

    …mmm… Fra… Nic manco se diventasse Papa aprirebbe un Twitter o un fb…

    ossequi a Sua Santità.

    .lo-o-o-l.

  7. LordB

    ma poi… qualcuno ha mai fatto le 3 del mattino fuori dal bowling il lunedì sera???? ahahahhahhah….

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