Lettera a Santa Lucia

Sincero: non so da che parte cominciare a prendere le parole per una vaga descrizione di quest’anno.
Come essere di fronte ad una montagna di macerie e non sapere da dove cominciare per cercare di descrivere cosa possa essere successo nel frattempo.

Lucì, già, nel frattempo…

E sì che fra il rischio di un nuovo conflitto freddo a gennaio, l’Australia in fiamme a febbraio, le cose non sembravano andare poi tanto male.
Insomma, non più male del solito.

E INVECE…

Invece questa bella pandemia nel mezzo dello scatto lavorativo e personale più feroce mai fatto, nell’anno della svolta, del riscatto, della rivalsa sul mondo crudele.

Lucia, so che sono anni che non ti scrivo, se però la cosa ti irritava tanto potevamo almeno parlarne…

Ho aperto il 2020 in modo del tutto inaspettato: trovando un pettirosso in cucina che prendeva a testate il vetro della porta d’ingresso, cercando disperatamente una via di fuga da quella trappola cui si era infilato da solo, e mostrando tutta la sua testardaggine in quel continuo stonk sordo, la causa del risveglio anzitempo il primo gennaio facendomi pensare una frase che (beata inconsapevole ignoranza!) col senno di poi sarebbe stata perfetta: che sta succedendo di là?

Qui ci sarebbe tutto un excursus da fare e brevemente lo faccio: simbologicamente e secondo svariate culture tradizionali, il pettirosso è di per sé di buon auspicio. Potere rinvigorente, equilibrio, prosperità. Insomma, in generale CAMBIAMENTI POSITIVI.
Lucì, ci rimangono 19 giorni, come la mettiamo? No perché io tutta ‘sta prosperità mica l’ho vista.

Lucia, un anno da ironman senza il riscaldamento prima della competizione.
Più di 200 giorni di solitudine. Per l’amor del cielo, non voglio entrare in competizione col buon Gabriel e i suoi cent’anni, ma sono stati deucento giorni… Difficili ecco.
Più di 200 giorni di sovrainformazione, disinformazione, deformazione.

Sì perché nella trappola del NE USCIREMO MIGLIORI è sottintesa una cosa che, a differenza della dicotomia migliore/peggiore, non lascia scampo: ne usciremo diversi.

Secondo me, deformati.

Ho retto la prima ondata fino ad agosto, quando provato dall’eccesso di ripetitività quotidiana ho lasciato porta di casa aperta con chiavi annesse per scappare da mio fratello, non propriamente una zona popolata, ma sicuramente diversa da dove mi ero trovato fino a quel momento.

Non sto scherzando. Una volta arrivato a destinazione ho dovuto chiamare il visino di casa chiedendogli se gentilmente poteva chiudermi la porta di casa e tenere le chiavi che sarei passato a prendere una volta rientrato.

Allora non riprendo a fare una lista di quanto incredibilmente accaduto, ma provo a farti una lista, breve, brevissima, di quello che vorrei che incredibilmente accadesse, per il 2021:

  • Ritorno alla vita sociale di una volta
  • Evento cauale sorprendente e positivo (parola ad accezione negativa nel 2020)
  • Più di tutto, soprattutto e prima di tutto: calma

Lucì, per farla breve, stanno tutti incazzati. Io li capisco, per primo ammetto di non viaggiare su un placido tappeto volante sui tetti delle case di Bagdad, ma sarebbe meraviglioso se per qualche magico motivo ci si riscoprisse capaci di ragionare sui problemi e fare in modo di risolverli, scegliendo la soluzione migliore fra quelle proposte e trovare un giusto compromesso.
Sto imparando. I miei maestri hanno dai 10 ai 4 anni.

Devo cominciare dalle basi se voglio imparare bene.

Qui è quando ho dovuto riprendere a coprirmi bene per il freddo di Mordor


Lascia il primo commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.