Ottantacinquesimo

[…]
Ci sono notti nella foresta di parole
che il panico mi prende, ogni passo dentro buio più fitto,
la sola via d’uscita scrivere me stessa fino a una radura
che è silenzio.
Notti nella foresta di parole
che ho paura di non poterci udire tra noi
al di sopra dello sbattere dei rami, al di sopra
delle nostre due voci che chiamano.

D’inverno, nell’ora
in cui scorre liquido il sole e poi congela,
preso nella mentiglia di alberi vuoti;
quando il mio cuore ascolta
attraverso lo stetoscopio freddo della paura,
la tua voce dentro la testa mi ricorda
quello che la luce insegna.
Lentamente tu traduci la paura in amore,
nel modo in cui il sangue della luna è il mare.
[…]

Quello che la luce insegna – Anne Michaels

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