Trentatreesimo

Dico di qua, dico di là ma non si dice un cacchio. Oggi mi sento nazionalPolemico. Ed in qualche modo dico… – hem, ne stanno abusando – esprimo la mia opinione riguardo all’ennesima inutile polemica politica in un paese sempre più divertente ed impolverato di goliardici accompagnamenti in stile rigorosamente volgare.
Non perdete il filo, un senso ce l’ha: da noi la politica non è mica roba da Lord e parlamentari, mica roba da democratici e repubblicani, né da rappresentanti del popolo che civilmente portano avanti i programmi offerti a chi alla fine li ha votati. No, da noi politicamente si ragiona come nel calcio, marcature a zona (da destra a sinistra), oppure a uomo (per far numero), in difesa, in contropiede, cercando di schiacciare l’avversario, ed il tutto condito dalle rispettive tifoserie che davvero hanno troppo spesso poco di diverso dai cugini sulle curve.

Ma veniamo al dunque: leggendo il giornale gratuito che distribuiscono all’ingresso della metropolitana mi sfugge l’occhio sulla “grande manifestazione del 10 marzo” in piazza Farnese, evento organizzato dagli arcigay di tutta Italia e con il patrocinio del Comune di Roma.

Non potevo di certo mancare.

Una rapida scrutata sul sito dell’Atac per capire quali fossero i mezzi idonei per giungere sul posto ed eccomi già sull’autobus in direzione della piazza con addosso l’ansia di chi non sa dove deve scendere.
Subito un ragazzo identico al cantante dei The Darkness, ma molto più sensuale, chiede quale fosse la fermata più vicina alla piazza, si girano in trentotto, tutti dovevamo andare nello stesso posto. Autobus invasato di gente e devo dirvi che hanno molti meno problemi della gente del lunedi mattina a starti attaccato, così sull’autobus ci sta più gente, no?
Guardando fuori dal finestrino vedo un enorme cartellone raffigurante il buon Ratzinger con tanto di dito medio e slogan acido.

L’incipit è polemico al punto giusto.

Alla fermata l’autobus si svuota, avevo fatto i conti male, tutti erano lì per lo stesso motivo, pronti ad andare a sentire che c’avevano da dire.

Pur arrivando sul posto con una buona ora di anticipo già si realizza l’importanza di tutto quanto, dall’affluenza della gente, le immancabili bandiere rosse stavolta superate in numero da quelle multicolore dell’arcigay e da quelle viola dell’arcilesbica.

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Una nota va data alle bandiere dei verdi, sostenitori del basso inquinamento delle coppie glbt (=gay-lesbo-bisex-transex).

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Capannello di giornalisti e l’Onorevole (…) Luxuria (…) intenta a rilasciare interviste.

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Ci posizioniamo in posizione abbastanza centrale, comunque con la visuale del palco bloccata dalle bandiere di cui sopra. La visibilità degli oratori resterà per quasi tutta la manifestazione limitata.

Nell’attesa però non ci si annoia, dalle casse escono le note di canzoni tra Madonna e Britney Spears, passando per gli Abba. Appunto, sulle note di “Mamma mia” si dà inizio al dibattito.

Nonostante fosse ribadita la natura del tutto non-polemica della manifestazione, alcune contestazioni forti non sono mancate: al Cardinal Ruini, ormai ribattezzato Eminem sull’onda della Litizzetto, Papa Ratzinger (avete fatto caso al fatto che nella maggior parte dei casi in cui si cita in ambito politico molto poco viene chiamato Benedetto XVI? Secondo me perché suona male Benedetto icsvi), ad Andreotti.

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Il cappello viola porta scritto: “meglio gay che Opus Dei”

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Pur essendo una persona a favore dei riconoscimenti giuridici e dei diritti per le coppie di fatto, spesso mi sono sentito in disappunto con la polemica talvolta violenta cui si sono rivolti a chi non la pensa come loro, pur credendo al fatto che la rabbia, per questa gente, è un po’ forte.

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Arrivati a pochi metri dai diritti si sono visti il governo cadere e la ripresentazione di dodici fantomatici punti tra cui, la faccenda che li riguarda, è esclusa del tutto.

Qualche piccola considerazione personale: non credo che il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, siano esse omosessuali o di qualsiasi altra natura, possa in qualche modo penalizzare il matrimonio – chi vorrà sposarsi sarà libero di farlo – e credo invece possa andare incontro a tutte quelle persone che sposarsi non possono, per attuali lacune legislative.
Credo che anche questa volta la Chiesa si sia posta in modo sbagliato per far valere le proprie ragioni, già lo aveva fatto invitando all’astensionismo per il referendum sulla fecondazione assistita, ed ora propagandando il falso, ovvero che i pacs, dico o come diavolo volete chiamarli possano in qualche modo ledere il sacramento del matrimonio, o la cristianità, dal mio punto di vista sacrosanto ed inviolabile.
Credo nella necessità di un riconoscimento anche per le coppie “diverse”, in quanto conviventi, e quanto possano fare a letto non è affar nostro. Sadomasochisti o gente appassionata di qualche piccolo peccatuccio ci sono anche tra le coppie sposate. La sodomia è una pratica diffusa, a meno che non vogliamo raccontarci le barzellette, ma anche questo non è affar da discutere in parlameno né in Chiesa.

Credo, soprattutto, nel fatto che stavolta un’istituzione umanistica, anzi, dal mio punto di vista l’Istituzione filantropa e umanistica per eccellenza stia impedendo l’allargamento dei diritti discriminando certe persone, additandole ed impedendo che anche esse possano essere tutelate come credi sia diritto di qualsiasi abitante di qualsiasi paese civile.

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Ho finito l’infervorata, ma mi verrà in mente qualcos’altro da scrivere.

Un’ultima domanda che vorrei fare alle persone contrarie a questi dico: perché le coppie “diverse” non possono avere dei diritti riconosciuti?
Attendo ansioso delle risposte.

P.S. Io e Elena eravamo una delle poche coppie etero presenti alla manifestazione, ma non mancavano mamme con tanto di bimbi in passeggino.

Ed alla fine, prendetevi questa benedizione, va là…

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