Quarantaquattresimo

Ci risiamo. Ecco, ci risiamo. Un’altra volta. E questa volta l’altarino si è sfasciato, non ci sono più editti bulgari, non c’è più solo la destra a destabilizzare il già precario equilibrio della libertà d’espressione in Italia.
Ora c’è un’emittente televisiva privata, e, pensavo fino a ieri, finalmente libera.

Cazzate.

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Cominciamo a prendere un dato di fatto – noi – e a smettere di farci prendere per il culo da loro.

La libertà di stampa in Italia è ad un livello vergognoso: secondo l’ultima classifica stilata (Global Press Freedom 2007 – Libertà di stampa nel mondo 2007) , siamo al 61 posto, condividendo l’ambito gradino con paesi del calibro di Capo Verde, Guyana, Sao Tome & Principe (paese che conoscevo solo per fifa 2001 – poi ho smesso) e Israele – ora sì che mi sento sollevato.

Dunque, dicevo, Daniele Luttazzi è stato sollevato dall’incarico un’altra volta. A causa, parrebbe, di una battuta fatta su Giuliano Ferrara e che qui riporto per intero:

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<< Dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: penso a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta. Va già meglio no?”>>

Una nota sul programma dell’irritante Luttazzi nei lidi di La7 il sabato sera

Di sabato ho fatto in tempo a vederne ogni tanto dei ritagli, ma, sia (stata) ringraziata La7, la replica del giovedì sera mi ha salvato da cover band inascoltabili nella discoteca davanti a casa.
Le prime puntate rasentavano il noioso, tant’è che in me si cominciava ad insinuare l’ipotesi di pura curiosità nell’inaspettato successo del programma: gli esiliati, al rientro vengono accolti come trionfatori dai rispettivi sostenitori, e si guadagnano anche l’occhio dei semplici incuriositi, o anche dei nemici.
Dunque, picchi di due milioni di spettatori per puntata.
Ma il programma – a me personalmente – lasciava perplesso: degli sketch intermedi senza senso (d’accordo Luttazzi, spesso ti lasci andare a surreali visioni per esprimere concetti superbi, ma io, fin lì, non ci sono arrivato. Mea culpa, o della mia limitata capacità recettiva) ne rallentavano il ritmo e le battute spesso erano vecchie e riciclate (anche qui, colpa mia che ne ho visto le rappresentazioni teatrali).

Con l’ultima puntata, quella incriminata, credo abbia raggiunto l’accordatura perfetta: battute ruvide date con i ritmi giusti, la trasmissione spumeggiante, il suo modo volutamente maleducato e diretto di dire le cose, insomma, finalmente la macchina cominciava a funzionare sul serio.
I due milioni ammezzo di ascolti probabilmente ne erano la prova.

Luttazzi è maleducato, un satiro perfetto e concreto nei tempi che corrono.
Se il suo parlar di pompini e sperma turba la vostra integrità morale, a me turba di più Fiorani trattato come un vip.

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Se a voi turba il suo modo estremo di dare in pasto allo spettatore un suo concetto, a me turba il tg5 che mette come prima notizia una visita di Berlusconi a Napoli della durata di ben oltre i dodici minuti, e poi via le notizie di cronaca per poi eiaculare in una sequenza disarmante di notizie pro-Natale.

Ormai è lampante: vogliono rincoglionirci. Lo si sapeva di già, lo so, ma qui tutti a testa bassa e a subire passivamente la cosa.

C’è un altro sospetto che si sta annidando nella mia angusta mente: sarà mica colpa della puntata mai andata in onda?
La puntata MAIO avrebbe dovuto affrontare l’enciclica del pontefice. Scusate, mi si sono rizzati i peli delle braccia per un attimo.

Ma tralasciamo questa cosa, per adesso.
Vorrei davvero che tutta questa diatriba si risolva con la rimessa in onda del programma, comunque in una fascia oraria non protetta ed in cui le scelte possono variare da programmi di pessima qualità, a televendite, ed, infine, numeri erotici a pagamento.
La libertà di scelta c’è sempre e comunque.
Allontanandolo perché ha toccato uno della squadra (Giuliano Ferrara n.d.N.), è ingiusto, non solo, è viscido: sparla di chi vuoi, hai carta bianca, ma non sparlare di nessuno di noi.

La satira prende la mira, e lo fa sparando nel mucchio di personaggi noti, se deve farlo. E non mi sembra che Giuliano Ferrara sia mai stato immune a determinati tipi di attacchi.

Dopo il fattaccio, sul suo blog, Luttazzi ha messo un articolo composto solo da una sequenza interminabile de “il mattino ha l’oro in bocca”. Sono scoppiato a ridere. Poi l’ho dovuta spiegare*.
Luttazzi è così, un pozzo di nozioni e tante rotelle ben oliate al fine di macinare critiche nel peggior modo possibile.

Anche a Marylin Manson consentono i video in TV. Non vedo perché no a Luttazzi.

Me lo spiegate a CHI dà fastidio e perché?

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Tutte le altre giustificazioni, stavolta, non sono ben accette.

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* Riguardatevi Shining.

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