Novantaquattresimo

Radiografia, che nel mio caso basta una controluce.

Esiste una sorta di laica rettitudine nel mio essere misantropo.
Laica perché di certo non comprende castità né tanto meno pietà a prescindere: quelle robe lì le lascio a uomini dalla tempra adatta e di ben più alti valori dei miei.
Ma resta fermo il punto sulla “rettitudine”.
E’ quella cosa che mi permette di guardare negli occhi tutte le persone che incontro, cantata anche da Giorgio Gaber nel suo “se fossi Dio”.

L’odio compulsivo nei confronti della maggior parte delle persone nasce, di fatto, dalla convinzione di esserne migliore.
Sofferenze, vittorie, sconfitte, tutte avvenute alla luce del sole. Nulla da nascondere che non siano al 100 percento cazzi miei – e quelli me li tengo ben stretti attento a centellinarli solo alle persone davvero affini.

Questa rettitudine dà modo di sfamare senza ritegno l’io misantropo fino in fondo, ma, talvolta, i risvolti portati al seguito sono come delle sassate alle palle dell’io Nicola-e-basta.

Fatto sta che la mia bilancia deve aver perso la tara.
Stavo cominciando a pregustare la frescura dell’aria ed i raggi del sole sul viso, come un subacqueo in apnea che risale in superficie esattamente nel momento in cui i suoi polmoni stanno per cedere.
Ecco, l’oscurità dell’abisso si dirada, l’acqua prende quell’azzurro striato di sfumature smeraldine, sopra di te puoi vederne le increspature rese brillanti dal sole, esci e riempi i tuoi polmoni, ma a metà inspirazione una simpatica mano ti ributta giù.

Apnea.
Di nuovo.

Alt: mettiamo in chiaro le cose da subito, con chi devo parlare?
Chi è l’Allah o lo Iahvé o Cristo che sia? (come dicono le principali monoteiste)
Chi è il burattinaio di tutta la faccenda?(come dicono i paranoici della cospirazione)
Chi è l’Architetto dell’Universo? (come dicono i massoni)

Vorrei scambiarci 2 (leggasi D-U-E) paroline, almeno stabiliamo un limite oltre il quale non si va, issiamo bandiera bianca, chissèvisto s’è visto e tutti a casa o a dare via il culo (secondo le preferenze).

Quando vedo un uomo piangere nel buio della sua stanza, mi domando cosa lo spinga a non accendere la luce.

(Alessandro Bergonzoni)

D: l’accendiamo?
Tsk… tsk… Tsk…TSK! TSK! TSK! …
R:Mi si è scaricato l’accendino.

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