Lezione 5 – allegro, andante, moderato.
Non ne potevo davvero più. Di non combinare un cazzo. A dire il vero di cose ne ho fatte, ma non ho avuto la forza di scriverle. Non che ne servisse chissà quanta, ma una serie di eventi volti al ridimensionamento annuo mi hanno provato.
Ora che ci penso, superare in aspettativa quanto offerto dal 2008, per il 2009 dovrebbe essere una passeggiata. In discesa col vento a favore.
La visita del fratello non è andata esattamente come me l’aspettavo. Una serata (quasi) all’attivo e i due giorni successivi con la febbre e a letto. Mi faceva tenerezza con quella testa a palla da biliardo dello stesso colore del cuscino.
Il fatto è che ci tenevo. Volevo rendere quei quattro giorni striminziti a disposizione qualcosa di memorabile, mastodontico, maestoso. Un musical: “4 days 4 Bros” o qualcosa del genere. C’avevo anche pensato al titolo, c’avevo. Niente da fare, un piccolo fiasco. E potente delusione.
Ma dopo il danno arriva la beffa. Sennò, che gusto c’è.
Il caro Marco è stata la vittima designata del contagio. Tra panico e quarantena avevo un terribile sospetto poi tramutatosi in realtà:
